Condizioni climatiche ottimali per gli agrumi industriali...
Il clima è la risultante di più elementi (temperatura, pioggia, umidità atmosferica e venti ) ed assume un ruolo notevole nel determinare i risultati produttivi degli agrumi. Infatti, influenzano l'intervallo di tempo che intercorre tra l'antesi e la piena maturazione, la possibilità di rifioritura e il periodo di conservabilità del frutto sulla pianta, la presenza dei parassiti e dei loro antagonisti naturali, la gestione della fertilità dei suoli.
TEMPERATURA
E' il fattore climatico che limita principalmente la coltivazione degli
agrumi. Le temperature dannose sono quelle al di sotto di 0°C, la sensibilità
non è la stessa per tutte le specie e ciò deriva anche dalla possibilità che la
specie entri in riposo vegetativo indipendentemente dalla temperatura. Per
esempio tra gli aranci la cv. "Ovale" è la più sensibile al freddo come lo sono
anche le cv. "Tarocco" e "Moro", mentre diverso è il comportamento delle cv.
"Washington navel" e "Navelina". Sulla temperatura interagiscono la giacitura e
l'esposizione, per cui sono da evitare gli impianti nei fondivalle dove si hanno
danni da freddo più o meno rilevanti per il formarsi di "sacche di gelo".
Con temperature superiori ai 38°C si hanno arresti di sviluppo dei frutti con
conseguente deprezzamento della produzione e il disseccamento di foglie e di
rami di vario ordine. Se l'innalzamento delle temperature si verifica durante l'allegagione,
ci può essere il completo annullamento della produzione.
Generalmente il fabbisogno di calore degli agrumi è calcolato dall'inizio della
vegetazione fino alla raccolta dei primi frutti sulla base della somma delle
temperature superiori a quella considerata "zero di vegetazione" (12,8°C).
Quindi perché la pianta di agrume vegeti e produca normalmente, l'indice di
calore deve essere superiore a 1.200°C secondo alcuni autori, secondo altri deve
essere di 1.500°C. I più esigenti risulterebbero gli aranci di cv. tardive, i
meno esigenti sono i limoni, mandarini e gli aranci di cv. precoci.
SISTEMA ACQUA
Dopo la temperatura l'acqua è il fattore limitante più importante nei
riguardi degli agrumi. E' stato calcolato che gli agrumi nei nostri ambienti
richiedono circa 2.000 mm di pioggia annua o di acqua di irrigazione per
mantenere in buone condizioni di umidità la coltura. Poiché nelle nostre regioni
le piogge sono insufficienti e mal distribuite e quindi assicurano solo in parte
il fabbisogno idrico, bisognerà intervenire con irrigazioni di soccorso.
UMIDITA' ATMOSFERICA
Gli agrumi possono adattarsi ai diversi livelli di umidità infatti,
un'atmosfera umida consente di ottenere frutti più succosi, di forma regolare e
di buccia fine, modera gli effetti di una temperatura troppo elevata. Mentre un
eccesso di umidità nuoce alle caratteristiche qualitative e quantitative
stimolando lo sviluppo di crittogame, cocciniglie e piante epifite.
VENTO
E' opportuno conoscere l'intensità, la frequenza, e la loro
stagionalità oltre alla direzione. L'intensità o velocità dei venti, può
determinare, quando è elevata, lesioni meccaniche sulla pianta con danni da
disseccamento alle foglie e ai rametti. Mandarini e clementine sono le specie
più sensibili insieme all'arancio Tarocco, mentre il Limone resiste bene grazie
alla sua tendenza a vegetare tutto l'anno. I danni causati dal vento possono
essere evitati impiegando i frangiventi vivi, che dovrebbero essere collocati
almeno 2-3 anni prima che venga effettuato l'impianto.
ALTRI FATTORI METEREOLOGICI
BRINATE
Possono risultare dannose nei riguardi del pompelmo, limone e mandarino
comune.
INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Si verifica in prossimità di stabilimenti industriali che emettono
sostanze nocive per le piante. I più pericolosi per gli agrumi sono i
cementifici, le fabbriche di calce, le industrie chimiche, le vetrerie e le
raffinerie di petrolio